HAMBIT
HAMBIT
(dalle parole inglesi "ham" ossia radioamatore e "bit"
quale unità minima dell'informazione) fu un'avventura dello spirito...
Nel 1986 non esisteva ancora Internet - che si sarebbe iniziata ad affermare
circa dieci anni dopo - ma si erano invece affermate le BBS (banche dati e
messaggi) telefoniche e stava crescendo il fenomeno delle BBS in "Packet Radio",
per mezzo delle quali i radioamatori di tutto il mondo potevano comunicare fra
loro attraverso una rete di "nodi" che provvedevano allo smistamento ed
all'inoltro a destinazione dei messaggi.
L'idea fondante - ed ebbe un notevole successo - era stata quella di usare
questo nuovo modo di comunicare come un canale attraverso il quale raccogliere a
fattor comune e presentare nel Convegno che si teneva nel contesto di EXPOSER
(una manifestazione di informatica e di tecniche avanzate che si tenne a Firenze
dal 1983 al 1992) le idee innovative nate nel mondo della ricerca
radioamatoriale e degli appassionati delle nuove frontiere.
Ovviamente il tutto - a quell'epoca ero presidente della Sezione di Firenze -
sotto il patrocinio ed a maggior gloria dell'ARI...
Presentai così la prima edizione...
HAMBIT '86: COME E PERCHE'
L'efficienza del "servizio radio d'amatore" - come viene
internazionalmente definita l'attività dei Radioamatori - ha fornito contributi
oltremodo significativi alla vita sociale del nostro e degli altri Paesi.
Provenienti da ogni ceto ed impegnati nelle più eterogenee
categorie di attività lavorativa e professionale, i Radioamatori si sono sempre
distinti per la loro volontà partecipativa; prova ne sia il ruolo che spesso
trovano nell'impegno politico: illustri Radioamatori sono attualmente in Italia
il Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, il Ministro della Protezione Civile
nonché lo stesso Presidente della Repubblica
(che allora era Francesco Cossiga I0FCG - ndr).
L'utilizzo del computer da parte del
servizio di Radioamatore si sta quindi traducendo in una ulteriore e più ampia
evoluzione di un prezioso potenziale di uomini e mezzi: le relazioni rimesse per
questo primo Congresso - onorate da un rilevante contributo internazionale - ne
danno ampia conferma.
HAMBIT '86 si colloca al crocevia operativo di due evolutive
dinamiche culturali e non e' troppo casuale che abbia sede nella Firenze
"Capitale europea della cultura", che sia stato promosso nell'ambito di una
manifestazione come EXPOSER, da sempre tesa alla ricerca di più ampi spazi
d'indagine culturale, e che ne abbia assunto il patrocinio l'Associazione
Radioamatori Italiani.
Il suo obiettivo e' di fornire alle istituzioni pubbliche e
private un quadro complessivo, aggiornato e qualificato delle esperienze
realizzate, delle ricerche in atto, delle prospettive future.
Giunti ormai alla fase organizzativa finale, non possiamo che
compiacerci della vasta eco avuta dalla nostra iniziativa: oltre alle numerose
relazioni ricevute ed alla massiccia partecipazione straniera, possiamo vantare
la soddisfazione non solo dei moltissimi consensi ricevuti dall'ambito pubblico
e privato, nazionale ed internazionale, ma anche le aperte dichiarazioni - prima
fra tutte quella della Federazione Russa dei Radioamatori
(che allora era controllata dal regime sovietico - ndr)
- di dispiaciuta e motivata assenza. Duole semmai aver dovuto limitare la
pubblicazione delle relazioni a quelle che presentavano una maggior aderenza al
tema, trascurando altri contributi, degni di per se stessi di dar vita ad una
manifestazione di pari validità ma di diversa definizione.
Ma sopratutto - ed auspichiamo che il Congresso stesso ne dia
la più ampia testimonianza - abbiamo avuto il piacere di notare come tuttora la
ricerca praticata da parte dei Radioamatori sia attiva e promettente, smentendo
chi, approssimativamente e senza fondate ragioni, considera questi ormai come
inerti utilizzatori di apparati sempre più complessi e sempre meno
autocostruiti. Oggi sarebbe assurdo autocostruire un ricetrasmettitore od un
computer nella stessa maniera in cui sarebbe stato assurdo negli anni '40
autocostruire una valvola termoionica, pratica di avanguardia per i predecessori
degli anni '20: l'avvenire e' ben altra cosa.
Vogliamo in questa sede riportare alcune osservazioni
estrapolate da due relazioni - fra le tante - che, per i motivi sopra illustrati
non hanno potuto essere inserite fra gli atti congressuali, ma che meglio ci
sembrano definire il mondo pullulante di idee in cui il computer d'amatore sta
vivendo la stagione della sua evoluzione.
"Uno dei pochi inconvenienti conseguenti alla applicazione di
una nuova tecnologia e' la veloce assuefazione ai benefici apportati." afferma
Marco Ibridi - I4IBR "Ecco quindi che alcuni Radioamatori, si ritrovano ad
essere dei semplici utenti di un servizio che li vorrebbe protagonisti, a
collezionare una infinità di dischetti di programmi inutili, a parlare il
"Basico" senza nemmeno sapere l'italiano e ad affermare che con il loro "home
computer" saprebbero come far funzionare un'intera città !
Anche se questo e' un caso limite occorre che i Radioamatori
concentrino le singole risorse ed esperienze in progetti ben documentati, in
modo da lasciare una traccia per altre e successive esperienze, scritti in
linguaggi di alto livello, su hardware e sistemi operativi standard. Lasciando
alle spalle ambienti come il CP/M - mezzo cui va il merito di aver permesso
un'esperienza formativa validissima ma divenuto ormai sterile sotto il profilo
evolutivo - fondamentalmente la fascia appetibile si restringe agli ambienti
MS/DOS ed UNIX (o UNIX-like)".
Un'affermazione di basilare importanza e che condivido
pienamente come operatore professionale nel settore dell'informatica fin dal
lontano 1959: oggi i prezzi dei computer appartenenti alla classe dei cosidetti
"PC compatibili" basati su MS/DOS sono scesi a livelli tali da rendere il
rapporto prestazioni/prezzo enormemente sfavorevole per quegli home-computer che
fin qui hanno caratterizzato le applicazioni non professionali e non sembra
lontano il tempo in cui anche ambienti piu' evoluti, come quelli connessi ad
UNIX, potranno essere alla portata di tutti. Un ricetrasmettitore con
caratteristiche aggiornate per le onde corte già oggi si pone in una fascia di
prezzo intermedia fra i primi ed i secondi.
Inutile, d'altronde, seguitare ad elaborare programmi, anche
interessanti, in linguaggi non universali (il Basic del computer XY e' troppo
spesso infinitamente lontano dal Basic standard) e per computer nei quali
l'assenza di sistemi operativi adeguati rende necessario impiegare la massima
parte del proprio tempo (oltre l'80%, nella quasi totalità dei casi, per gli
home-computer) nella scrittura di routine di input/output e di gestione base
dati. Senza contare che ciò rende assai incerta la chiarezza della relativa
documentazione.
"Alcuni storici distinguono le diverse epoche a seconda dei
mezzi di comunicazione che si sono succeduti" afferma Luciano Gamba, Presidente
della Associazione Informatica Astigiana, e prosegue "ciò in quanto proprio i
mezzi di comunicazione hanno determinato o - quanto meno - alimentato i
mutamenti più profondi da cui e' stata investita l'umanità.
Ci troviamo adesso di fronte ad un passaggio di epoca, agli
albori di una società dagli scenari profondamente mutati, che vedrà totalmente
trasformati gli equilibri tradizionali, rivoluzionati i modi di lavorare e di
produrre, riedificata la stessa organizzazione sociale".
Di questa radicale trasformazione i Radioamatori con HAMBIT
'86 dimostrano di essere non solo consapevoli ma anche validi ed attenti
precursori, non trascurando il ruolo che li ha visti, in sessanta anni di storia
associativa, tradizionalmente partecipi di tutti i più significativi eventi
sociali cui la loro capacità e la loro passione potessero offrire valido
contributo. Non ultima fra questi la struttura per la Protezione Civile.
Desidero concludere con un paragone che mi è particolarmente
caro e della cui validità sono pienamente convinto: la sicurezza di una società
sta in una struttura pubblica efficiente ma la sua dinamica e' affidata alla
volontà partecipativa ed entusiasta dei singoli individui e delle loro libere
associazioni. Milioni di monaci di ogni fede, dislocati nelle sedi più diverse,
ci hanno conservato e tramandato i tesori classici attraverso il "buco"
temporale verificatosi fra la scomparsa della civiltà antica e la comparsa di
quella moderna; per di più alla loro paziente opera di osservazione si devono
inoltre molte delle scoperte successive.
In maniera non dissimile, alla continua osservazione dello
spettro radio effettuata nel mondo da milioni di Radioamatori, operanti in
maniera assai diversificata ed a volte anche poco aderente al più stretto "ham-spirit"
radioamatoriale, si devono non solo scoperte grandi e piccole ma anche e
sopratutto un'opera di collaudo quale mai nessun altro operatore professionale,
pubblico o privato, avrebbe potuto effettuare - né per numero né per varietà -
privo di quella autentica, istintiva passione indagatrice che fa di ogni
Radioamatore, una monade della ricerca pura.
Ed è anche a questa natura monadica che, con HAMBIT '86,
abbiamo voluto dare una non snaturante occasione di aggregazione.
Carlo Luigi Ciapetti I5CLC
ASSOCIAZIONE RADIOAMATORI ITALIANI
Presidente della Sezione di Firenze
Coordinatore di HAMBIT '86
Smisi di organizzare HAMBIT
nel 1992 a seguito di ciò che mi era capitato e fu una
perdita notevole sia per l'ARI che per il mondo radioamatoriale italiano...
Quelle che seguono sono le copertine dei libri pubblicati.
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