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RICORDI DELL'ALLUVIONE DEL '66
di Carlo Luigi Ciapetti I5CLC
Sono stati in tanti a chiedermi cosa fosse successo in quella terribile notte
dell'alluvione che sconvolse Firenze insieme alle altre città ed ai paesi lungo
il corso dell'Arno il 4 Novembre del 1966 e i miei ricordi sono affiorati a poco
a poco, prima pochi ed estremamente sintetici, poi - riguardando le
fotografie scattate allora, sentendo altri racconti, parlando con Paolo Badii
che ha raccolto una gran quantità di materiale per il suo libro "I radioamatori,
gli angeli con la radio" - sempre più numerosi ed organizzati.
Non pretendendo che questa storia sia quella definitiva, posso
comunque cominciare così: verso le tre di quella notte, ma in realtà era già la
mattina del 4 Novembre, fui svegliato dallo
squillo del telefono: era un amico antiquario - Pasquale Donadio, che stava in
Borgo Santi Apostoli, proprio nel centro di Firenze, dietro il Lungarno
Acciaiuoli - mi disse, con voce concitata: "Qui c'e' acqua dappertutto !".
Insonnolito e scocciato gli risposi: "E io che ci posso fare ? Domani telefona all'idraulico !" e riattaccai.... Pochi secondi dopo il telefono
squillò di nuovo e la sua comunicazione fu ben diversa e molto precisa: "Aspetta
! Lasciami parlare ! Guarda
che non e' l'acqua di casa ! E' l'Arno che e' straripato !!!".
Vivevo allora in collina e non correvo alcun pericolo, ma intuendo la
gravità della situazione mi vestii in fretta e furia, salii in macchina e mi
misi in strada per andare a vedere cosa stava effettivamente succedendo. Fu
però una corsa di breve durata perchè quando arrivai in Piazza Stazione mi trovai di
fronte ad un vero e proprio lago e dovetti tornare indietro.
Appena tornato a casa, mi precipitai alla stazione radio, la accesi e cominciai a
chiamare sulla banda dei 20 metri.
Pochi minuti dopo mi rispose Orlando Lazzerini I1LAO (ancora non c'era stata la ridenominazione
dei nominativi per regione, io stesso ero ancora I1CLC) e mi disse che anche la
Greve, un torrente affluente
dell'Arno, stava pure straripando. Se ben ricordo, era insieme al Sindaco di
Scandicci, che a quell'epoca mi sembra fosse Orazio Barbieri.
Cominciò così, alle 4 di mattina, la formazione della rete di emergenza
primaria dei radioamatori (anche se la
registrai ufficialmente solo alle 9 sul
log di
stazione ) che permise da allora e nei giorni successivi le
comunicazione di Firenze col resto della Toscana, dell'Italia e del mondo.
Assuntomi necessariamente il compito di capo-maglia, a poco a poco si addensarono
disciplinatamente su questa frequenza centinaia di radioamatori - specie
nord e sud americani, per la propagazione attiva in quelle ore - che
chiedevano notizie della situazione o della sorte di
parenti o amici.
Aiutato dall'allora sedicenne Nicola Brechler, SWL I1-12573, che mi aveva raggiunto all'alba e
che si era messo ad operare sulla banda dei 2 metri, la mattinata passò estremamente intensa, impegnata
nella seconda parte nello scambio di
informazioni con radioamatori europei - per effetto del cambio nella
propagazione - finché nel primo pomeriggio venne da me l'amico Enzo Scola,
allora dirigente della polizia, che mi chiese di andare in Questura per organizzare
una rete di comunicazioni locale fra i centri di soccorso che si stavano
formando e le diverse autorità.
Queste erano ormai rimaste isolate non solo per la mancanza dei mezzi di
comunicazione ufficiali - come il telefono e le radio di servizio, in gran parte
rese inutilizzabili dalla mancanza di energia elettrica e dall'allagamento dei
generatori di riserva, generalmente posti nelle cantine - ma anche dalla
impossibilità di comunicare fra loro, con le ricetrasmittenti disponibili, in quanto operanti su frequenze diverse...
Salii sulla Jeep e andai a trasferire l'incarico di capomaglia a
Luciano Orsettigh I1ORS, che stava in un'ottima posizione per i collegamenti
radio, in una bella residenza di Villa Strozzi, sulla collina di Bellosguardo,
che venne invasa per l'occasione seminando ovviamente lo scompiglio nella sua
famiglia...
Dalla Questura - dove il telefono funzionava ancora - provvedemmo poi a contattare tutti i radioamatori che non avevano avuto problemi,
sollecitandoli ad intervenire e mandandoli a prelevare con le
jeep insieme ai loro apparati per trasferirli in una
serie di postazioni di primaria importanza (sedi operative della Prefettura,
della Questura, dei Vigili del Fuoco, della Misericordia, del Campo Emergenza
allo Stadio Comunale, della RAI ed altre ancora). Grazie alla loro disponibilità
ed alla loro competenza tecnica, specie nel risolvere il difficile problema
delle antenne, fu così possibile creare, in tempi brevissimi e nella stessa
giornata, una rete di
emergenza locale che assicurò per diversi giorni i collegamenti non solo fra le
sedi locali delle autorità e delle strutture di soccorso impegnate nella gestione
degli interventi, ma anche - tramite la rete di emergenza
primaria - con sedi pubbliche e aziende private dislocate nel resto d'Italia.
Alle 20 dello stesso 4 Novembre erano ormai centinaia le stazioni radioamatoriali
italiane ed estere coinvolte
nella rete di emergenza primaria, che poteva contare su un'elevata
affidabilità dei collegamenti in fonia - principalmente sulla banda dei 2 metri
- in un'area assai estesa, che ad Ovest arrivava fino a Pisa, a
Nord fino a Modena e a Sud fino alla provincia di Viterbo.
Ai contatti con l'estero si seguitava a provvedere
principalmente - propagazione permettendo - sulla
gamma dei 20 metri.
Questa rete si era consolidata anche grazie all'opera dei
molti radioamatori confluiti in casa di Luciano, attivando surrettiziamente
anche le bande degli 80 e dei 40 metri ed il servizio in telescrivente.
Oltre a
dare informazioni a radioamatori di tutto il mondo, preoccupati non solo della
sorte di parenti e amici ma anche, assai spesso, di quella di Firenze e del suo patrimonio artistico, il
compito principale di questa rete fu quello di raccogliere i messaggi delle
postazioni prima citate, ossia dalla rete di emergenza locale di Firenze, per trasferirli verso la loro destinazione
finale.
E, naturalmente, anche viceversa...
Nel frattempo, reti locali analoghe erano andate costituendosi - sia nelle città
toccate dall'alluvione, in aiuto alle operazioni di soccorso, sia in quelle che
non avevano avuto questa disgrazia, in supporto all'emergenza - gestendo i
messaggi di Prefetti, Sindaci, Questori e di altri pubblici amministratori.
Nella sua ricerca per riportare alla memoria
della pubblica opinione la presenza dei radioamatori nella emergenza alluvione
del 1966 in occasione della commemorazione dei 40 dall'alluvione di Firenze,
Paolo Badii ha trovato la
registrazione di un appello radio significativo, fornitogli da Matteo
Tedeschi I1TEO che in quei giorni era impegnato con la rete locale di Lucca e della zona
circostante. Un altro documento interessante è il filmato realizzato da Luca
I5IHE che si può vedere su
Youtube.
Impegnato com'ero nel mio compito specifico, non ho quasi alcun ricordo delle
altre reti e dei loro protagonisti.
Da fondatore della rete di emergenza primaria, nella stessa giornata dell'inizio dell'alluvione, mi ero quindi trasformato in organizzatore e i giorni seguenti li passai saltando da una stazione all'altra, per rimediare a situazioni critiche, curare l'organizzazione logistica e fare in modo che tutto funzionasse al meglio. Necessariamente, mangiando quello che trovavo (fame, fame, fame... Tanta fame ma ricordo anche le ottime lasagne che giungevano dalla sede di Bologna alla RAI, che allora era in pieno centro, in Piazza Santa Maria Maggiore, nel cosiddetto Palazzo delle Cento Finestre) e dormendo dove capitava (quando si poteva: su una sedia, con una coperta per terra ma anche - meraviglioso ! - sul letto che trovai una sera nel piano rialzato di un negozio di mobili alluvionato e con le vetrine scardinate dall'acqua...). E feci anche tante fotografie...
Una situazione del tutto precaria ma anche entusiasmante - oltretutto avevo 28 anni ! - per la collaborazione che ricevevo da tutti e per i ricordi incancellabili, come lo scenario notturno di una Piazza Santa Croce sommersa nel fango, illuminata a giorno dalle fotoelettriche dell'esercito e con la statua di Dante nel mezzo, quasi a sottolinearne la dimensione infernale !
E i ricordi sono ancora tanti ma mi preme soprattutto citare
quei radioamatori cui fui più vicino in questo frangente, almeno quelli che riesco a
ricordare... Prima di tutto i radioamatori che non sono più fra noi, come Luciano Orsettigh I1ORS (amico di Piero Bargellini, l'indimenticabile "Sindaco dell'Alluvione"), Mario Rosi I1ROD,
Avaldino Innocenti I1CAO (tecnico della RAI che ci aiutò moltissimo), Giorgio
Camprincoli I1TFF e Mario Cipriani I1HM. Poi gli altri, che celebrano
anche loro i 40 anni da quell'esperienza indimenticabile,
come Orlando Lazzerini I1LAO, Valerio Anglani I1AVB, Giuliano Pietri I1ZIE,
Umberto Rava I1ZIZ, Giacomo Conti I1CNG, Mauro Meco I1MEC, Renzo Doni I1RDN,
Sergio Paloschi I1PLS, Angiolo Chiti I1SXN, i giovanissimi e appassionati Roberto Ruisi, Pierluigi
Filetti col fratello Mario e Dante Calviani (i primi due allora già in possesso
della patente; in seguito sarebbero diventati tutti radioamatori con i
nominativi I1RUI, I1FIP, I1FIL - ora IK5BFB - e IK5ASN); ma anche Garimeta Gentile I1ZCN, che
essendo
medico andava a curare o a portare in salvo la gente col gommone e per questo ebbe una
medaglia dall'Ordine dei Medici, nonché Giampiero Faccini I1LCD, che aveva una gamba
rotta e che mandò un piccione viaggiatore alla moglie per avvisarla che non
sarebbe tornato... Stette in Questura per tutto il tempo dell'emergenza e, unico fra tutti
noi, ebbe il cavalierato...
Ma anche quelli alluvionati che non poterono fare molto, occupati com'erano a
cercare di salvare il salvabile, come Sandro Saccardi I1ZJU che abitava a
Gavinana e aveva la casa sott'acqua, Giorgio Poggiali I1CQD pellicciaio in Via
Cerretani con il negozio distrutto, Mario Passeri I1UB editore di carte da
giuoco in Via Palazzuolo, a due passi dal Ferrero Paoletti che allora aveva il
negozio sottacqua in Via Il Prato - impegnato con Gerardo, Tiziano e il resto
della famiglia a recuperare dalla mota apparecchiature e componenti - e tanti
altri ancora.
E un
ricordo commosso va poi ai "non radioamatori" che collaborarono con noi in quei
giorni, come l'operatore della Squadra Mobile Irige Brizzi, il
Maresciallo Fabbri, pure lui della Squadra Mobile, le prima ispettrici di polizia che erano
appena arrivate, i tanti ragazzi e ragazze che si
erano messi a disposizione come volontari, dei quali ricordo solo alcuni nomi: Lilia
Bertelli, Grazia Cotoneschi, Marco Berardinelli,
Alessandro Grossi (che mi ha fatto avere le
autorizzazioni che gli rilasciò la
Questura) e poi Paolo, Gianni e tanti, tantissimi altri cui chiedo scusa per la
dimenticanza !
Il bilancio delle due reti di emergenza fu assolutamente positivo, considerato anche che nessuno di noi aveva mai avuto alcuna esperienza del genere e che perciò ci eravamo dovuti inventare tutto. D'altronde l'amico Lorenzo mi ha detto: "Ricorda sempre che i dilettanti hanno costruito l'Arca ed i professionisti il Titanic !" ed in effetti il compito svolto fu prezioso e insostituibile perché le due reti - che operarono incessantemente fino al 10 Novembre, quando riprese la normale operatività delle comunicazioni ufficiali e provvidi alla disinstallazione delle postazioni - permisero uno svolgimento regolare delle attività di soccorso. Alcune postazioni rimasero tuttavia attive molto più a lungo, come quella presso l'acquedotto fiorentino in Viale Manfredo Fanti.
Il momento di coesione attuatosi così fra i radioamatori fiorentini portò anche altri frutti: alla fine dell'anno progettai un giornalino per la Sezione di Firenze, della quale era allora Presidente Luciano Orsettigh I1ORS, chiamandolo "599" dal rapporto di ricezione "ottimo" che si da per i collegamenti in telegrafia, con il colophon e gli articoli rallegrati dalle immagini che disegnava per me il collega di lavoro Ugo Rattazzi, nel quale era pubblicato anche un interessante articolo di Piero Moroni I1TDJ sugli aspetti tecnici del nostro intervento per l'emergenza alluvione (prima e seconda pagina).
La attività dei radioamatori - definita internazionalmente proprio come
"amateur radio service" e cioè come "servizio di radioamatore" - si era nel frattempo dimostrata essenziale in caso di emergenza,
come d'altronde era già avvenuto nel 1951 per l'alluvione del Polesine e come
sarebbe purtroppo avvenuto in seguito per pochi anni dopo con il terremoto del Friuli e successivamente
in tante altre occasioni, purtroppo abbastanza frequenti.
Fu anche su questa base che
poté crescere e consolidarsi la struttura del CER (Corpo Emergenza Radioamatori)
dell'ARI (l'Associazione Radioamatori Italiani di cui ero e sono Socio) curato
da Attilio Sacco I1BAY, di Sanremo, che divenne così una risorsa operativa di
immediata disponibilità e di altissima efficienza.
Un "servizio" - appunto - di grande importanza
sociale.
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MOSTRA
"ANGELI DEL FANGO" (Firenze 2006)
Nel corso della cerimonia tenutasi il
14 Novembre a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio della Regione Toscana
nel quale è stata anche allestita la mostra sugli "Angeli del Fango" con una sezione
appositamente dedicata all'opera dei radioamatori
nell'emergenza alluvione,
Susanna Agostini
- Consigliere del Comune di Firenze cui deve andare
il nostro ringraziamento per
l'apprezzamento
dimostrato - ha consegnato
i diplomi di
benemerenza a 100 radioamatori distintisi in quell'occasione.
Documenti, ritorni stampa e web:
la brochure della Regione Toscana
- il comunicato della Regione Toscana
articolo e fotografie della Sezione ARI
di Sanremo - testimonianze sul sito
della Sezione ARI di Pistoia
La Nazione speciale alluvione
(29/10/06) - La
Repubblica cronaca di Firenze (3/10/06) -
Famiglia Cristiana 45
(29/10/06)
Il Meridiano (6/11/06) -
Il Giornale
(13/11/06) -
Tafanus del 4/11/2006 -
Italradio (27/10/2006)
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CONVEGNO "LA
RADIO NELL'EMERGENZA" (Arezzo 2013)
C'è poi stato il Convegno "La radio
nell'emergenza", tenutosi il 12 Gennaio 2013 nell'Auditorium del Museo dei
Mezzi di Comunicazione
del Comune di Arezzo, creato e diretto da Fausto Casi,
nel corso del quale ho presentato
una relazione
sull'argomento in connessione con quanto avvenne a Firenze nel 1966.
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FOTOGRAFIE DELL'EMERGENZA RADIOAMATORI A FIRENZE, DA ME
SCATTATE IN QUEI GIORNI
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SUL LIBRO "I RADIOAMATORI, GLI ANGELI DELLA RADIO" DI PAOLO BADII
Già, l'alluvione di Firenze !...
Io questa avventura l'ho vissuta almeno due volte: la prima nel 1966 e la
seconda quest'anno, dal momento in cui Paolo Badii mi parlò per la prima volta
della sua intenzione di scrivere un libro per ricordare, dopo 40 anni, l'azione
svolta dai radioamatori in quell'occasione.
Nel ricomporre i ricordi di quanto avvenne dalla prima mattinata di quel 4
Novembre, giorno allora festivo, mi sono accorto che quando siamo impegnati in
una situazione al massimo dello stress non ci si fa mai troppo caso: gli
avvenimenti, le immagini, i personaggi si depositano in qualche zona sconosciuta
della nostra mente e restano là, buoni buoni, finché qualcuno non ci stimoli a
ritrovarli...
Paolo questo stimolo me l'ha dato, eccome !
E non solo a me ma anche a tanti altri che, in questo modo, hanno fatto
riaffiorare dai meandri della loro mente ricordi che non sembravano nemmeno più
esistere e che a poco a poco sono riaffiorati, diventando le tessere di un
mosaico e componendosi in un quadro che nessuno di noi aveva mai visto, anche se
ne eravamo stati i protagonisti.
La sua opera e' quindi una memoria storica che rende onore all'entusiasmo ed
alla spontaneità' dei radioamatori che - allora giovani e meno giovani -
contribuirono ad alleviare i disagi di quell'emergenza.
Ma non soltanto: grazie ai ricordi dei sopravvissuti e dei familiari di quelli
che purtroppo non ci sono più - i "silent key" in gergo radioamatoriale - si e'
resa giustizia anche a tanti altri, non radioamatori, che nell'alluvione del
1966 ebbero dei ruoli e dei comportamenti che e' bene non dimenticare.
Grazie Paolo IW5AUI da Carlo I5CLC
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